Far succedere qualcosa - Recensione di I vivi al prezzo dei morti
“In un giorno e una notte ho vissuto più cose che in dieci anni; più emozioni, sorprese, angoscia e terrore che in dieci anni. Un solo giorno, il 2 febbraio, e il mio quaderno è esploso. La mia vita è esplosa.”
Il quaderno in questione è un diario rosso nel quale René Frégni ha deciso di “scrivere ogni giorno qualche parola”. Racconta della sua vita in campagna, delle sue giornate tranquille, descrive passeggiate, paesaggi, si sofferma sulle abitudini degli uccelli. Lo fa con una penna leggera, una prosa rilassante e a tratti poetica. Purtroppo però nella vita di René non succede molto: si può invidiare la sua quiete interiore, la bellezza dei luoghi in cui vive, ma per uscire dalla dimensione del diario e passare a quella del romanzo serve ben altro.
Frégni, che di romanzi ne scrive da una vita, lo sa meglio di tutti. E allora, a pagina 23, fa succedere qualcosa: un detenuto che ha partecipato ai suoi corsi di scrittura nelle carceri gli telefona; è evaso e ha bisogno d’aiuto. L’equilibrio è rotto, la tranquillità frantumata. Verità o finzione? Poco importa al lettore, felice di voltare le pagine con il fiato sospeso mentre i problemi si accumulano, la situazione precipita, e Frégni si trova invischiato in un mondo che non gli appartiene, dove le insidie e i tradimenti sono sempre dietro l’angolo.
Quante volte nella vita ci si trova intrappolati nella routine, in una serie di giorni troppo simili, e si vorrebbe far succedere qualcosa? Ne è cosciente soprattuto il detenuto che irrompe nella vita di Frégni, reduce dalla monotonia e dal grigio delle carceri e deciso a riassaporare la libertà; raccontando di un passato tentativo di evasione, ricorda: “Ero stato dentro qualche anno… E sono stato libero per due ore. Quelle due ore sono un ricordo immenso…”
Il libro di Frégni è questo: uno squarcio nella routine, poesia che diventa violenza, e quando torna la calma – quando il romanzo torna ad essere diario – le pagine continuano a vibrare fino alla fine.
Frégni è uno scrittore molto apprezzato in Francia, e I vivi al prezzo dei morti è una grande prova narrativa. Complimenti a Jimenez Edizioni per averla portata in Italia e a Chiara Rea per l’ottima traduzione.
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